OPERE, ARCHIVIO E RICERCA

Sandro Visca – Biobibliografia

Nato all'Aquila il 19 settembre 1944, Sandro Visca compie gli studi artistici nella sua città.

Nel 1961 è scelto dal suo insegnante di figura disegnata Giuseppe Desiato, in seguito uno dei più autorevoli esponenti della Body Art in Europa, per formare il "Gruppo 5”, un gruppo di rottura e di proposta artistica nella statica realtà aquilana.

Nel 1962 è selezionato per la Biennale Nazionale del Disegno Premio Recoaro Terme dove, fra gli altri, sono presenti Valerio Adami, Felice Casorati, Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso e Giorgio Morandi.

Trasferitosi a Roma nel 1963, vi soggiorna fino al 1967. La sua ricerca a contatto con il vivace clima artistico della capitale si approfondisce e si caratterizza per un proprio e autonomo linguaggio; intense sono sia la sua produzione che l’attività espositiva.

Tornato in Abruzzo nel 1968, si stabilisce a Pescara, dove tuttora risiede, insegnando fino al 2003 discipline pittoriche nella Sezione Accademia del Liceo Artistico Statale “G. Misticoni”.

Artista versatile e poliedrico, nel 1969 collabora con il Teatro Stabile dell’Aquila, realizzando come unico pittore-scenografo le scene progettate da Alberto Burri per L'Avventura d’un Povero Cristiano di Ignazio Silone, per la regia di Valerio Zurlini. Tre enormi fondali di dieci metri per sette, un sacco, un rosso plastica e una combustione, relativi ai tre atti, costituiscono le scenografie del dramma rappresentato in prima nazionale a San Miniato al Tedesco nell’agosto dello stesso anno. La conoscenza di Burri diventa per Visca un’amicizia significativa, che dura a lungo nel tempo, fatta di incontri frequenti su passioni condivise, tra cui le battute di caccia sulle montagne d’Abruzzo e le colline umbre.

Nel 1975 realizza Un cuore rosso sul Gran Sasso, film d’arte girato in 16 millimetri, un’opera performativa e segnica, nonché volutamente corale, nel contesto di antiche comunità rurali e nello scenario incontaminato del maestoso massiccio appenninico. Il film, corredato da un volume serigrafico Un cuore rosso sul Gran Sasso e da un libro d’arte Per un cuore rosso sul Gran Sasso, presentato da Diego Carpitella, entrambi eseguiti a mano e in tiratura limitata, rimane incompiuto fino al 2011.

A seguito di viaggi compiuti dal 1978 in vari paesi dell’America Latina riflette sulle responsabilità storiche rispetto a questo continente da parte del mondo occidentale e sull’ineluttabilità di una cultura improntata al rispetto dell’uomo: da ciò scaturisce l’imperativo filosofico e politico di un’arte che abbia come principale motivazione la misura umana e di una ricerca che sia praticata al di fuori di ogni condizionamento di mercato e di mode. La sua opera, realizzata in oltre cinquanta anni di attività, costituisce un corpus di notevole consistenza che, se pure in presenza di momenti diversi, in cui «[…]si manifestano feticci e tabù e ripristini candidi di coltissimi sortilegi, di ferocissime appassionate ricognizioni dei territori passionali di un collettivo etnico che va oltre il Gran Sasso, verso il deserto», per dirla con Gino Marotta, mantiene nel tempo una sua coerenza e specificità nel linguaggio, nei contenuti e nelle materie che la compongono. Queste, per lo più tessili, sono esteticamente rilevanti sia per la scelta che per la raffinata lavorazione, a orchestrare le varie superfici ‘pittoriche’, gli emblematici arazzi o le sculture, fra cui i Teatrini, fino alle monumentali ambientazioni.

Fra le mostre personali, tenutesi in luoghi storici, in musei e in spazi privati, in Italia e all’estero, si annoverano nel 1964 l’esposizione di quaranta opere sul tema della Crocifissione all’Aquila, a cura di Emidio Di Carlo; nel 1970 alla Galleria d’Arte Oggi a Pescara, con testo in catalogo di Nicola Ciarletta. Nel 1973 espone alla Galleria Pace a Milano per la cura di Lucio Fraccacreta, successivamente all’Aquila, allo Scalco delle Tre Marie, presentato da Gino Marotta e infine al Laboratorio Comune d’Arte Convergenze a Pescara; nel 1976 è alla Galleria L’Oca di Roma nell’esposizione Ligamenti d’amore, con arazzi, strutture polimateriche e tele.

Il decennio seguente lo vede protagonista nel 1984 con Parole di terra parole nell’aria, assieme a Pasquale Liberatore, al Centro Multimediale Quarto di Santa Giusta dell’Aquila, per la cura di Tito Spini; l’anno dopo con Fuochi d’amore è alla Galleria Questarte di Pescara, presentato da Enrico Crispolti, interessato e attento alla sua produzione fin dagli esordi. Nel 1986 espone a San Paolo del Brasile Un coraçao vermelho no Gran Sasso, che titola e apre la prima edizione dell’Expo Brasil-Italia. Sempre nello stesso anno è al Forte Spagnolo dell’Aquila con diciannove arazzi nella mostra titolata Cuciti, itinerante l’anno successivo alla Galleria Questarte a Pescara. Per l’occasione è edita una monografia con testi di Enrico Crispolti e Tito Spini.

Nel 1992 realizza l’installazione Firmamento di terra nella Piazza di Collelongo, cui segue nel 1995, con la presentazione di Daniele Cavicchia, Il Grande Firmamento all’Ex Gaslini di Pescara, opera ambientale di forte impatto, costituita da una struttura percorribile totalmente oscurata, dal soffitto dipinto con tempere fluorescenti e illuminato con lampade di Wood. Dello stesso anno è l’antologica Sandro Visca 1974-1994, con arazzi, tele dipinte e sculture, allestita presso la Sala del Diritto Comune del Palazzo Ducale dell’Università degli Studi di Camerino, con i contributi critici di Enrico Crispolti, Lucio Fraccacreta, Ruggero Pierantoni e Tito Spini. Nel 1996 espone Vessilli d’amore al Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila, con vari interventi pubblicati in catalogo, fra cui quelli di Enrico Crispolti e di Gino Marotta.

Il secondo millennio inizia con la personale In itinere, dove un unico arazzo cucito, lungo 34 metri e alto 50 centimetri, viene installato alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Ricci a Macerata per la cura di Paola Ballesi; successivamente la mostra è presentata alla Chiesa del Suffragio di Corinaldo a cura di Margherita Abbo, poi al Forte Spagnolo dell’Aquila, infine al Centro Culturale Officina di Lucca.

Paola Ballesi rileva che «Assemblando nel cucito e nel tessuto i materiali più svariati ed eterogenei […] egli compone una sorta di glossario metonimico di una immaginifica raccolta di reperti e di tracce mnestiche che contrassegnano e scandiscono il tempo della vita lungo una strada irta di sedimenti iconici che l’autore raccoglie e traduce secondo un codice personalissimo di forme icastiche, cifre araldiche, emblemi e simboli, giocati secondo il sottile spartito dell’ironia ».

Tali aspetti, tipici della poetica degli arazzi, sono evidenti anche nei Teatrini esposti nel 2003 alla Sala Consiliare di Ofena, con la presentazione di Antonello Rubini.

È del 2008 l’antologica Visca opere 1962-2008, allestita al Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” di Pescara, con opere rappresentative del suo intero percorso artistico, supportata da un ampio catalogo monografico con un saggio di Plinio Perilli e ricchi apparati inerenti la cronologia espositiva e critica.

«In ogni quadro o installazione», scrive Plinio Perilli nel 2008, «arazzo o pupazza, teatrino o collage di Visca – solare e lunare insieme, come un’Ombra d’Oro – langue, si macera o si ridesta, gemma e nasce come da un taglio cesareo la scommessa lieta dell’arte, l’armonia faticosa dell’esistere, la natura cui apparteniamo e che ci reclama, ci battezza e ci forgia uomini, sempre nuovi d’antico, aurore successive, tramontanti ma inestinguibili».

Nel 2011 il film Un cuore rosso sul Gran Sasso, completato in edizione digitale, è proiettato a Santo Stefano di Sessanio come Evento Speciale del Padiglione Italia della 54. Biennale di Venezia, a cura di Umberto Palestini. «Attraverso i linguaggi mediali e lo sguardo acuto – egli scrive – proiettato sul contemporaneo, con il suo cuore itinerante Sandro Visca fa riemergere una memoria che esalta la socialità legata al tesoro della natura vissuta e non minacciata, che ripensa la biografia personale come riflesso del territorio d’elezione, facendone il luogo sensibile del proprio rispecchiamento».

Nel 2019 un’ampia retrospettiva dedicata al disegno, titolata Visca Carte Inedite 1961-2019, è presentata a Pescara alla Fondazione Pescara Abruzzo, con opere elaborate nell’arco di quasi sessanta anni di attività e mai mostrate al pubblico, a cura di Rita Olivieri, la quale scrive: “È evidente che un’interpretazione che voglia farsi della produzione di Visca non potrà d’ora in poi prescindere da queste carte inedite, che arricchiscono l’esegesi della sua opera totale e che rivelano in modo inequivocabile la linfa vitale e primaria che ha indirizzato e sorretto la sua appassionata vocazione all’arte”.

Rilevante è, inoltre, la presenza di Visca in mostre collettive, dalle principali manifestazioni abruzzesi ad altre di rilievo nazionale e internazionale, tra cui a cominciare dal 1964 alla mostra del “Gruppo 5” a San Benedetto del Tronto, nel 1966 a Realtà figurativa d’Abruzzo a Palazzo Bonanni all’Aquila, in occasione della quale Remo Brindisi acquista sue opere da destinare al Museo Alternativo “R. Brindisi”, al Lido di Spina, Ferrara. Nel 1967 partecipa alla prima edizione del Premio Città di Penne e poi alle successive (II, III, IV). Nel 1968 espone a Milano al Premio Europa 68 e a Premio San Fedele presso l’omonima Galleria; nel 1970 è invitato alla rassegna Immagini del nostro tempo al Museo della Scienza e della Tecnica del capoluogo lombardo, nel 1971 alla XXV Mostra Nazionale F.P. Michetti a Francavilla al mare e a edizioni successive. L’anno seguente partecipa alla I mostra nazionale alla galleria Arte Oggi di Pescara e a Estensione 72 alla casa del Mantegna a Mantova, a cura di Lorenza Trucchi. Nel 1973 è invitato alla XV Triennale Internazionale di Milano per la sezione italiana “Lo spazio vuoto dell’habitat”, a cura di Edoardo Vittoria, dove partecipa con una composizione polimaterica di sei metri di base, titolata Paesaggio. La rassegna nella sezione “Contatto Arte-Città”, a cura di Giulio Macchi, ospita interventi di vari artisti, tra cui Arman con Accumulazione musicale e seduta, Alberto Burri con Il Teatro Continuo, Giorgio De Chirico con I bagni misteriosi e Gino Marotta con Eden artificiale.

Sempre nel 1973 sue opere sono esposte al 5 Premio Biennale alla Pinacoteca Provinciale di Bari; nel 1976 con Gino Marotta ricostruisce l’opera Ambiente Spaziale a luce nera di Lucio Fontana alla Biennale di Venezia, cui segue la partecipazione a Caracas a una rassegna organizzata dalla Galleria de Arte Arcobaleno, dove espongono, fra gli altri, Appel, Mario Ceroli, Gino Marotta e Sebastián Matta.

Nel 1982 è presente alla mostra Intimità dell’indagine ai Centri dei Servizi Culturali della Regione Abruzzo a Pescara, allestita poi a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Nel 1985 partecipa a L’Onda del Sud, al Castello Svevo di Bari, curata da Enrico Crispolti, esponendo nello stesso anno anche alla International Biennal print exhibit a Taipei, rassegna di opere grafiche. Nel 1987 è alle Alternative Attuali al Forte Spagnolo dell’Aquila e poi alla mostra Itineraires Paralleles al Palazzo del Ghiaccio di Neuchatel, itinerante a Ontario in Canada, a cura di Enrico Crispolti. Su invito dello stesso critico, nel 1991 suoi arazzi sono presentati alla Basilica Palladiana a Vicenza, alla manifestazione tematica Textilia ’91, nella sezione storica Pittura tessuta vicino ad opere, fra gli altri, di Enrico Prampolini, di Giacomo Balla, di Afro e di Corrado Cagli. Nel 1992 è all’Expo Mondiale di Siviglia.

Nel 2002 è presente al XXXV Premio Vasto – Il secondo Novecento in Italia, Riferimenti forti – a cura di Enrico Crispolti; nel 2004 alla mostra Omaggio a Francesco Petrarca a Seul, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura; nel 2006 alla rassegna Collezione Generazione Anni Quaranta al Museo Magi a Pieve di Cento. Nel 2011 è invitato alle esposizioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia promosse dal Padiglione Italia della 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, allo spazio Aurum di Pescara e alla Fortezza Borbonica di Civitella del Tronto. Nello stesso anno espone alla mostra Viaggi Sogni e trame inattese – poetiche intuizioni dal Padiglione Italia /Abruzzo della 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, tenutasi a Roma, alla Galleria Anna d’Ascanio, a cura di Umberto Palestini.

Nel 2012 è presente all’esposizione Visioni – La fortezza plurale dell’arte, a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Umberto Palestini; nello stesso anno, alla Sala Convegni del MAAAC-Museo di Arte Contemporanea, Castello di Nocciano, partecipa a Corpo- Festival delle Arti Performative, a cura di Ivan d’Alberto e Sibilla Panerai, con l’evento: “Il viaggio ascetico di Sandro Visca “Un cuore rosso sul Gran Sasso”. Successivamente nel 2015 è invitato alla XIII Mostra Nazionale TEX d’autore, Fumetto & Arte, allestita a Città di Castello, al Quadrilatero di Palazzo Bufalini, mentre nel 2018 è presente sia a Progetto “Mediterraneo – Lo Specchio dell’Altro”, a Milano, Palazzo Reale, per la promozione di Arturo Schwarz e per la cura di Gloria Gatti, sia a Pescara al Museo delle Genti d’Abruzzo a Percorsi d’Arte Contemporanea, a cura della Fondazione Genti d’Abruzzo. Nel 2022 espone all’Aquila, al MU.SP.A.C-Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, Per Alternative Attuali – Sguardi incrociati tra passato e presente e alla mostra MAESTRI e allievi del Liceo Artistico di Pescara, a Pescara, al YAG/garage, a cura di Ivan D’Alberto.

Dai primi anni Sessanta, parallelamente alla ricerca artistica, Visca coltiva la passione per la fotografia, praticata in modo amatoriale. Nel 2015 suoi scatti sono presentati allo Studio Gallery a Lamezia Terme alla collettiva Intorno a Burri / Scatti d’autore, a cura di Tonino Sicoli e di Andrea Romoli Barberini. Nel 2019 è invitato alla mostra Obiettivi su Burri – Fotografi e foto ritratti di Alberto Burri dal 1954 al 1993, a cura di Bruno Corà, allestita agli Ex Seccatoi del Tabacco a Città di Castello, cui partecipa con dodici fotografie datate al 1969 e al 1978 e nell’ambito della suddetta esposizione, è presente fra i relatori alla giornata di studio dal titolo Fotografia: opera e/o documento?

Risale al 2015 la pubblicazione del volume Donde se amarra el sol, di cui è autore, scaturito dal diario e dalle fotografie del suo lontano viaggio in Perù, un luogo da lui considerato come un “poliedrico monumento al mondo” e un libro in cui scrittura e immagini ‘dipingono’ un paesaggio naturale, antropico e artistico di innegabile fascino.

Più recentemente, a Pescara, dal marzo al maggio 2023, presso la Fondazione La Rocca, a cura di Rita Olivieri, l’artista, con la personale: Inedito 2014/2022, ha presentato una selezione delle sue opere più recenti. La mostra ha inaugurato le attività espositive della Fondazione F.L.R., nata con l’idea di promuovere e valorizzare le attività intellettuali e artistiche moderne, contemporanee e d’avanguardia.

Ultimamente nel 2024 la Fondazione Pescarabruzzo di Pescara promuove a Roma un’importante mostra antologica di Visca presso il Museo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, a cura di Generoso Bruno, dal 12 ottobre 2024 al 12 febbraio 2025 con un’affluenza di 35.000 visitatori.